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News del 08/03/2010
Inizia oggi lo sciopero degli avvocati penalisti del tribunale di Nola: un’astensione generata dai criteri di gestione di alcuni grandi processi di criminalità organizzata, all’interno dei quali secondo i legali sarebbero compressi i diritti di difesa degli imputati. Al centro delle polemiche alcuni maxi procedimenti nei quali tra poco scadranno i termini previsti dalla legge per dare il via libera alla scarcerazione di alcuni imputati. I magistrati quindi hanno cominciato a programmare un cammino a tappe forzate, per arrivare alla sentenza prima che decorrano i tempi. Non ci sarebbe nulla di anomalo se non fosse che, a parere degli avvocati, l’accelerazione dei processi avrebbe come conseguenza una compressione dei diritti degli imputati. È arrivata quindi la reazione della Camera Penale di Nola (presieduta da Giuseppe Guida) cui è seguita la protesta dell’organo stesso di rappresentanza nazionale delle Camere Penali. A quel punto è scesa in campo anche l'Associazione Nazionale Magistrati che ha espresso «piena e convinta solidarietà» ai magistrati del tribunale di Nola, contro i quali l'avvocatura penale ha indetto un’astensione dalle udienze che inizierà oggi e terminerà il 16 marzo. «Noi – commenta Renato Borzone, vice presidente della Giunta nazionale dell’ Unione delle Camere Penali – vogliamo che sia evitato qualunque fraintendimento: la protesta degli avvocati infatti non è certo una reazione basata sulla volontà di lavorare meno nei processi. Quello che va evidenziato invece è che la protesta è mirata contro la compressione dei diritti di difesa: quando si verifica un’accelerazione impropria dei processi, si trascurano infatti le regole di garanzia pensate per i processi». Ad essere bloccati saranno tutti i procedimenti, eccettuati quelli dove siano presenti imputati detenuti, a meno che anche gli imputati stessi non siano concordi nell’aderire alle astensioni. «L’unica effettiva conseguenza di questo sciopero – commenta tuttavia il procuratore della Repubblica Paolo Mancuso – sarà quella di bloccare lo svolgimento degli altri procedimenti che sono in corso davanti al nostro tribunale e che con quelli di criminalità organizzata non hanno nulla a che vedere. Questo all’interno di un ufficio come il nostro dove i magistrati stanno facendo sforzi enormi per svolgere comunque il loro lavoro in condizioni materiali di grande difficoltà». «La verità – conclude Mancuso - è che nelle procedure oggetto della protesta non vi è stata alcuna violazione del diritto di difesa, e questo sciopero è in effetti incomprensibile». Gli otto giorni di astensione in ogni caso non incideranno sulla scadenza dei termini per la scarcerazione. La vicenda intanto ha avuto una risonanza molto ampia sugli organi di informazione, ed è arrivata anche sui banchi del Parlamento: alcuni deputati hanno presentato al ministro Alfano un’interrogazione nella quale si chiede al ministro di valutare la possibilità di inviare a Nola una ispezione straordinaria. Il Consiglio Superiore della Magistratura dal canto suo ha aperto un fascicolo a tutela dei giudici dei collegi interessati ai tre procedimenti, per accertare lo svolgimento dei fatti. «Davanti al Csm – conclude Borzone – porteremo gli episodi concreti che hanno determinato le lesioni del diritto di difesa lamentato dagli avvocati. Il rischio che si deve evitare è quello di passare da un processo veloce ad un processo esemplare».
fonte: il mattino