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News del 09/03/2010
Sono complessivamente 490 i rinvii che saranno disposti dai giudici delle sezioni penali giudicanti del tribunale di Nola in seguito allo sciopero che è cominciato ieri e che andrà avanti fino al 16 marzo.
A subire il maggior numero di rallentamenti (440 procedimenti) non saranno tuttavia i processi in corso davanti ai collegi (formati da tre giudici, come i procedimenti per camorra), ma quelli incardinati davanti ai giudici monocratici, i quali valutano le questioni relative ai reati di minore gravità, ad esempio furti ed illeciti edilizi.
Il numero di fascicoli aperti davanti ai giudici monocratici è nettamente superiore rispetto a quello dei processi assegnati ai collegi: questi ultimi si occupano (a parte i procedimenti di camorra) di reati come le estorsioni, l’usura e le violenze sessuali. «Dobbiamo prendere atto – commenta Giuseppe Cimmarotta, presidente della sezione di Nola dell’Anm – che questo sciopero che si protrarrà per un periodo di otto giorni, non potrà avere altra conseguenza che quella di rallentare la macchina della giustizia di Nola, già di per sé abbastanza ingolfata».
Naturalmente l’astensione degli avvocati non avrà alcuna ripercussione sulla scadenza dei termini di prescrizione dei vari procedimenti così come sulle varie date di scadenza dei periodi di custodia per gli imputati detenuti. Durante il tempo nel quale gli avvocati incrociano le braccia infatti i rinvii che i magistrati sono costretti a concedere non vengono computati per quelle scadenze, con l’effetto che lo sciopero allunga i tempi di svolgimento dei processi, ma non incide sul cammino sostanziale dei vari fascicoli.
«Un dato che è importante rilevare – conclude Cimmarotta – è che non è vero che lo svolgimento dei processi di criminalità organizzata di cui si parla in questi giorni sta bloccando il resto dei procedimenti penali, infatti i collegi penali non interessati alla vicenda in questo stesso periodo hanno a loro volta lavorato ai loro ruoli, ed anche a ritmi sostenuti».
Al centro delle polemiche alcuni procedimenti di camorra nei quali tra poco scadranno i termini previsti dalla legge per dare il via libera alla scarcerazione di alcuni imputati. I magistrati quindi hanno programmato un cammino a tappe forzate per arrivare alla sentenza prima che scadano i tempi. Tuttavia, a parere degli avvocati, l’accelerazione dei processi avrebbe come conseguenza una compressione dei diritti degli imputati.
È arrivata quindi la reazione della Camera penale di Nola cui è seguita la protesta dell’organo stesso di rappresentanza nazionale delle Camere penali. A quel punto è scesa in campo anche l'Associazione nazionale magistrati che ha espresso «piena e convinta solidarietà» ai magistrati del tribunale di Nola.
Per protesta contro «l’abbassamento» dei diritti degli imputati l'avvocatura penale ha indetto l’astensione dalle udienze iniziata ieri ed in programma fino al 16 marzo prossimo.
Fonte: ilmattino